martedì 31 marzo 2015

POZZANGHERE ARCOBALENO.

Presta attenzione
a quel tuo docile pianto.
Comincia come la pioggia leggera d'aprile
ancor prima che i tuoi occhi si rannuvolino.
Dolcezza infinita
racchiude quella prima goccia di acqua umana,
per questo,
abbine cura. 
Non spaventarti
e chiamala con il suo vero nome.
Lacrima che si poggia 
sulla collina della tua guancia,
lacrima che sala la tua bocca
ma può rendere amara la tua lingua. 
Lascia che altre 
l'accompagnino,
così che non resti sola a tradurre
il tuo improvviso acquazzone.
Chiudi l'ombrello della mente,
che non devi proteggerti da nulla
e lasciati disegnare
da queste matite trasparenti,
temperate dalla tua emozione.
Di una cosa
tra tutte
mantieni la certezza: 
nelle pozzanghere che lascia il tuo pianto,
vedrai riflesso l'arcobaleno.
E alla fine di questo,
un sorriso.
Tutto tuo.


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