sabato 28 febbraio 2015

LA SOLITUDINE CHE CANTA.

Nella grande casa
gioco con le mie ombre
riscopro le mie luci.
Davanti ad uno specchio
coperto da una polvere leggera
scrivo
un grazie
che mi salva la vita
tutta intera.
Grazie al passato
a quando fu buio e irrequieto
Grazie al presente
che mi ha fatto cadere in un buco
senza più niente da dire.
Grazie all'immobile
ricerca degli appigli
senza inganni
e al lento
soccorrermi del silenzio
senza tempo.
Sento che ci sono,
nascosta dentro
gli occhi umidi,
e lotto con la gioia
di chi sa
che sto tornando a prendermi
e in ogni mia parte
sto decidendo di amarmi.


Nessun commento:

Posta un commento