lunedì 5 maggio 2014

LA PIU' ABILE MAESTRA.

Ricordo una donna
senza le orecchie
senza parole.
Dalle sue mani
che incontrano l'aria
ho ascoltato
mille e mille storie
danzando tra un suo dito e l'altro.
Ho memoria di un bambino
dagli occhi sempre chiusi
i passi spesso incerti.
Oltre il buio
custodito tra le sue ciglia
l'ho scoperto leggere la musica
guidato dal talento dell'anima
suonando il mondo come strumento.
Penso alla Speranza,
senza parole
ad occhi sempre chiusi.
Quando non ho più orecchie
se i miei passi diventano incerti,
la riconosco ancora 
a danzare tra un mio dito e l'altro.
Quando le mie mani stringono solo aria
e nel buio non posso vedere
la sento capace
di vibrare le corde dell'anima per chiamarmi.
E tutto ciò che ricordo
tutto ciò di cui ho memoria
è che l'ho scelta
come la più abile maestra
a dare sempre nuova forma
ai miei limiti.












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