venerdì 16 maggio 2014

IO SCRIVO.

Mi chiedo cosa vuoi, disperazione.
Tu sei muta.
Nemmeno le lacrime ti traducono
rompendo gli argini degli occhi.
Trasformi in pietra
le mani
rendi pungenti i pensieri
amare le parole
e frequenti i sospiri.
Vuoi forse che perdano voce le mie emozioni.
Io sono amazzone fiera.
Non temo la lotta che scateni
stringendo i petali delle labbra.
Esistono ombre tra i pensieri
e sembrano vuote le mani
affannati i sospiri
confuse le parole.
Ogni giorno istruisco il respiro
a preferire una libera vita
al tuo carcere di ostinato silenzio.
E governo ancora la china
su ogni foglio bianco
come planasse il mio dolore
su dolci pianure.


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