giovedì 17 ottobre 2013

ETERNITA'.

Abbiamo il grande e coraggioso compito di imparare a comprendere cosa attorno, sopra e soprattutto dentro di noi, DEVE VIVERE e cosa invece, DEVE MORIRE.
Non c'è VITA senza MORTE, nè MORTE senza VITA. Nel coesistere di questi due grandi opposti sta l'INFINITA POSSIBILITA' DI UNA COSTANTE EVOLUZIONE, ed è questo il RITMO NATURALE che ci portiamo DENTRO e DIFFONDIAMO all'esterno, è questo il RITMO NATURALE che governa ogni più piccola cosa.
Per possedere a pieno la ricchezza di questo ciclo, TESORO quasi MUSICALE e per RICONOSCERE la maniera più sinuosa di DANZARCI ATTRAVERSO è necessario SCENDERCI FINO IN FONDO, come avessimo scale interiori che portano alla stanza più nascosta della nostra essenza.
C'è un viaggio coraggioso, talvolta più importante di un viaggio fisico, un viaggio PSICHICO attraverso quello che ci scorre da sempre sotto pelle e ci consente di ritrovare la nostra natura più VERA e SELVAGGIA.
E quella natura, in grado di armonizzare il ciclo di VITA E MORTE DEL TUTTO, è la NATURA CHE SA. Molto più di quello che abbiamo imparato nei libri o a scuola, LEI SA. Ed è in grado di GUIDARCI ISTINTIVAMENTE verso ciò di cui abbiamo davvero bisogno, di LASCIARE MORIRE ciò che deve MORIRE e fare RIVIVERE qualcosa di nuovo, da sempre pronto a manifestarsi, ma fino al momento opportuno, LATENTE.
LA CONOSCENZA non è nulla senza la SAGGEZZA. E SAGGEZZA è CONSAPEVOLEZZA, COMUNIONE SPLENDIDA con il PROPRIO VERO IO.



E' nell'osservazione pura dei nostri volti,
delle nostre mani,
del nostro muoverci incerti nel mondo
che ricamo
su mille insondabili silenzi
parole che non sappiamo dire.
Talvolta perchè la paura ci avvinghia.
Talvolta perchè il nostro è un tempo che stringe.
Talvolta perchè il vento confortante di una bugia
ci separa dall'immutabile certezza di una verità :
la verità di essere semplicemente UOMINI,
NELLA GIOIA E NEL DOLORE,
NELLA BUONA E NELLA CATTIVA SORTE,
IN SALUTE E IN MALATTIA,
finchè MORTE non dia VITA NUOVA alla nostra ETERNITA' DI ANIME.

PERMETTIAMOCI DI SCENDERCI E LIBERARCI, SCENEGGIANDO CON VOCE ALTA E CHIARA CIò CHE CREDEVAMO DI AVERE DEFINITIVAMENTE NASCOSTO NELLE CANTINE DEL NOSTRO BELLISSIMO CUORE.




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