mercoledì 12 giugno 2013

PROMEMORIA LUCIDO.

Versiamo da bere ai nostri assassini senza accorgercene.
E, sorseggiando con loro dallo stesso calice, empatizzando con la loro sbronza irrequieta, rischiamo di perdere tempo prezioso che potremmo dedicare agli altri. Ci trasformiamo, brilli senza brillare, in assassini di noi stessi. Vediamo doppio, vediamo il nostro doppio e non abbiamo il coraggio di ringraziarlo della compagnia momentanea ma poco reale e quindi fatichiamo a salutarlo, perchè viviamo il saluto come un abbandono dell'ebbrezza che tanto abbiamo sognato.
Ho versato io il vino al mio ultimo potenziale assassino...fortunatamente non ho bevuto troppo e comunque nel liquido rosso e pastoso avevo aggiunto tanto amore. Non mi ci è voluto molto per riprendermi dalla sbronza e in corpo, smaltito il vino, è rimasto sempre quell'amore. Così non ho perso tempo e sono comunque rimasta intenzionata a spargermi magica nel mondo. Non ho permesso ad alcuno di assassinarmi, non mi sono assassinata, sono rimasta viva e gioiosa, ma ho rischiato di perdere la lucidità. La prossima volta verserò solo acqua, dissetare qualcuno è cosa bellissima, dissetarsi insieme lo è ancora di più. Se riconoscerò l'assassino, terrò un bel pò d'acqua per me e me ne andrò via con il sorriso. Il mio zaino è pieno di pietre preziose da regalare a chi sa accoglierle.


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