giovedì 30 maggio 2013

PASSEGGIANDO PER DIECI MONDI.

Saliamo e scendiamo.
Questa è la vita.
Noi siamo sempre su un sentiero, scaliamo montagne e sorridiamo arrivati in cima. A Noi, al Nostro Mondo.  Siamo al di sopra di tutto e nulla ci sembra impossibile. Scivoliamo accidentalmente in profondi burroni e chiudiamo occhi, orecchie e cuore. A Noi, al Nostro Mondo. Diventiamo Uomini di Latta.
Fragile l'equilibrio che cerchiamo di mantenere lungo il percorso, fragili e bellissimi noi, che vorremmo avere sempre a portata di mano un libretto delle istruzioni, per restare saldi di fronte a qualunque tipo di energia esterna ci incontri, senza oscillare come vento, senza perdere il nostro Centro.
Forse il segreto sta nell'osservare attentamente tutta la variazione di stati emotivi che ci attraversano mentre camminiamo, mentre viviamo, in modo da saperli poi padroneggiare, in modo da salvare noi stessi in ogni momento riconoscendo quale deviazione sta prendendo il nostro sentiero principale, mentre ci allontaniamo da quello stato vitale di assoluta armonia con il tutto, di perfezione e libertà con l'Universo intero.
Io ho passeggiato per nove mondi, a piedi nudi.
Posso solo raccontarvi cosa ho visto. Di me e di altri come me.

L'inferno.
Qui entri senza quasi accorgertene.
Cominci scendendo delle scale, ritrovandoti in una cantina umida, fredda, decidi di rimanere al buio, perchè è  molto più facile talvolta diventare indifferente ad ogni più piccola cosa che ti circonda, diventare indifferente a te stesso.
La disperazione è una culla pericolosa, la sofferenza un carcere di lacrime che incrosta l'anima e soffoca il cuore, dando l'illusione della morte nella fatica a respirare. E allora il sonno è profondo. Tu non vedi nulla e nessuno, e nulla e nessuno vede te. Non esisti, eppure in quel sonno anneghi. 

L'illusione del desiderio.
Spalanchi una porta all'Avidità. Ti domina una insana e inconscia bramosia verso le cose, le persone, vuoi per possedere. E scivoli appena superata la soglia, accorgendoti che non potrai mai possedere nulla, nemmeno la tua stessa vita.
E, per fare un dispetto, a chi non si sa, ma sicuramente a te stesso, decidi capricciosamente di non credere più in niente, perchè niente di ciò che desideri ti appartiene veramente.

L'animalità.
I tuoi istinti vagano inquieti, belve da troppo tempo in cattività, spezzano le catene cui li hai tenuti legati. E fanno un paciugo mistico che non tiene conto della libertà degli altri, del valore delle cose, ma mordono tutto ciò che incontrano, con bava di egoismo e bulimia violenta. Divorano. E infine Ti divorano. 

Collera.
Ti invade un profondo delirio di onnipotenza. Ti elevi a Migliore Saggio, Giusto tra gli Ingiusti, Buono più di chiunque.
Ed ecco che la Manipolazione prende il sopravvento. Gli altri sono materia da forgiare a tua immagine e somiglianza, sono menti da prevalicare in qualunque circostanza.
Improvvisamente sei un dio che rimane solo.
Ed è questa solitudine che non comprendi che ti devasta l'anima e il corpo, perchè la rabbia che sfoghi, non potendo buttarla addosso a nessuno, se non con parole tra te e te, finisce per distruggerti.

Umanità.
Sei fragile. Umano. Bellissimo, ma in equilibrio costantemente precario. Agile, cerchi di percorrere un filo sottile, sperando continuamente di non cadere.
Il filo è attaccato al palo della Paura da un lato, al Palo della Fiducia dall'altro lato.
Oscilla come oscilla il vento. E tu oscilli con lui. Vai avanti e indietro o, nel peggiore dei casi, rimani immobile al centro, rischiando di non arrivare mai da nessuna parte.

L'estasi.
Hai le pupille dilatate.
Ogni cosa é meravigliosa anche quando la realtà dice il contrario. L'iniezione di adrenalina viene dal cielo, non riesci ad accettare che è una sensazione momentanea e che non parte dal tuo cuore, ma dalle circostanze esterne. Una droga dei sensi. Il down potrebbe essere tosto al risveglio.

In questi primi mondi, perdiamo l'autonomia, la libertà. Non viviamo davvero le nostre emozioni, siamo in balia di esse. E, se non ci sono, ci sentiamo vuoti, inutili, imprigionati. Siamo semplicemente una reazione a stimoli esterni. Sù. Giù. Sù. Giù.

Eppure, é proprio sostando un pò in ognuno di essi , che possiamo proseguire e costruire una Casa di Pace. Per Noi, per il Nostro Mondo.

Apprendimento e Realizzazione. 
Aprendo il cuore, senza aspettativa ti ritrovi ad esperire la vita nella sua più intima essenza, osservando i fenomeni del mondo e cogliendo ciò che è invisibile agli occhi, ma fondamentale per l'anima. E sul sentiero compare una freccia che guida verso una piccola Luce. Ti trasformi in Guerriero Sensibile, desideroso di scoprire che "ogni cosa è illuminata".

Compassione e Altruismo.
D'improvviso, dopo lacrime, merda e sangue, dopo illusione, fantasia e surrealtà, riscopri l'infinito amore per te stesso. Prima di tutto. E doni senza sforzo e consumo infinito amore agli altri. Non c'è egoismo, se non quello sano, di prendersi cura di sè, per poter poi donare con il cuore pulito.

Continuando, ostinatamente vivi, verso i cancelli dorati del decimo mondo, potremmo scoprire con il cuore calmo che c'è un luogo di Perfezione e Assoluta libertà, un giardino meravigliosamente curato che ci accoglie, come a riconoscerci la Nostra totale connessione con ogni elemento tangibile e non, con ogni fenomeno, con ogni accadimento esterno.
In questo Mondo, siamo in grado di osservare ogni cosa della vita con una Perpetua Consapevolezza e nessun colpo di vento, nella gioia, nel dolore, nella salute e nella malattia, cancellerà il nostro intento di essere davvero Felici come meritiamo. Se scegliamo di restare qui, davvero sarà la Pace. Non solo in Noi. Ma tutto intorno a Noi. In tutto il Mondo.

Io il Decimo mondo lo sento vibrarmi il cuore e vorrei Abitarci per tutto il resto della mia Vita. E voi?...Venite con me?



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