lunedì 22 aprile 2013

DUE.

Si avvicinò a me, l'Amore.
La voce azzurra, la decisione gialla
e un filo rosso
tra il mio orecchio sensibile
e il mio cuore aperto.
Osò resistere alla confusione:
tutta intorno schizzava la guerra
in  bombe di colori.
Sopra la testa cadeva la pioggia 
in pasticcio di erba.
Ruotai il corpo danzando
e in un istante
me lo trovai davanti.
Non ebbi esitazione
solo un lieve tremore di gambe.
Non mi persi di vista
ma sciolsi i miei nodi
affidandomi al suo respiro.
Fu perchè mi chiamò per nome
che aprii le mie labbra e gli risposi.
Fu perchè mi mostrò il suo dolore
che appoggiai i miei occhi dentro ai suoi.
Restammo immobili e calmi
in mezzo al tutto
poi camminammo dove non esiste Tempo
dove è infinito lo Spazio.
Fu perchè mi toccò le mani
che lo lasciai penetrarmi l'anima.
Fu perchè non aveva fretta
che gli mostrai le mie soffitte.
Osò sporcarsi con la mia polvere
non lo fermarono i miei lucchetti
avanzò oltre le mie porte più segrete.
Con la dolcezza di un bambino
scoprì ogni mio tesoro.
Con la saggezza di una guida
mi accompagnò dove non mi ero mai esplorata.
Con la leggerezza di una musica
addormentò le mie paure.
Con la concretezza di un uomo
mi mostrò quanta Luce esista in un Dolore.
Infine mi rese Parte del Tutto 
risvegliandomi la Vita.






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