martedì 19 marzo 2013


EBBRA. (IL DESIDERIO SECONDO TERESA). 

“Mi apparecchio per bene. 

Il mio ventre è panna. 

Il mio corpo è di farina acqua e sale. 

Voglio essere assaggiata, voglio essere impastata. 

Le orecchie come stuzzichini 

La bocca di champagne 

Gli occhi praline di cioccolato 

Il marzapane delle mie palpebre. 

Voglio sentire il ruvido di una lingua 

Sulle mie guance di fragola 

Il morso frenato dei denti 

Sul mio collo di pasta di mandorle 

La saliva a spezia 

sulla carne cruda della mia schiena nuda. 

Voglio mani a sfilarmi 

come fossi zucchero a velo 

voglio polpastrelli a sbriciolare i miei fianchi di pastafrolla 

a spizzicare tra il dolce e il salato 

della mia pietanza più segreta.”….

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