martedì 19 marzo 2013

E IN FORMA NUOVA TI PROVOCO: SCOPA/MI.

Ti Pretendo adesso.
Non voglio in alcun modo essere soltanto passivamente osservata.
Farò del mio “sintetico” materiale qualcosa di più. Farò di me spazio provocante da percorrere, offrendoti l’occasione di penetrarmi oltre gli occhi.
Come fossi corpo da risvegliare sotto i tuoi passi, preparo su di me un assaggio per tutti i tuoi cinque sensi.
Camminami dunque e toccami, ti solletico dapprima sotto i piedi, per ricongiungere il tuo piacere fisico a quello emotivo.
Così mi-Partirai, avrai valigia di sguardo, gambe che fremono per aderirmi, viaggio che comincia in chiaro scuro, su pavimentazione morbida; ti muoverai con curiosità e avrai come unica guida un nuovo irrefrenabile istinto; aderiranno le tue linee corporee alle setole delle immagini che mi scorrono sotto la pelle; mi offrirò come fossi fiume di morbida  provocazione; a lato straborderò gli argini con geometrie colorate, sarò ad avvolgerti un flash vitale e minimale.
Si spalancherà in te il desiderio di studiarmi nei contorni, come fossi frappa che si contorce per attrarre le tue dita, grembo di donna a fibra raggomitolata, pronto ad accoglierti prima di cedere al all’impazienza che hai  di sfiorarmi.
Ti sembrerò grezza e inorganica, ma se respiri ogni mia magmatica pulsazione, osserverai  la mia danza di nascita e rinascita, sintesi eccitante del nostro incontro; scoprirai il mio essere vivo magma perenne, rivestito da nylon fluido, avvolto da gomma drappeggiata che ti chiama elastica a cancellare ciò che ti distoglie dal penetrarmi.
Dettaglio, frammentazione, il mio dinamismo inaspettato ti catturerà in forme nuove, mai esplorate, ti offrirà spazi su cui adagiare ciò che ti suggerisce la mente, mi sentirai da rigida improvvisamente flessibile, sinuosa nell’avvicinarmi plastica ai tuoi richiami.
Usami, voglio esploda la tua fantasia, nel percorrere il rinnovamento cellulare che il nostro incontro fila e sfila sulla tela, sul muro, sulla terra. E saranno i tuoi occhi a rielaborarmi morbida, trasparente, materiale che pulsa sul tuo piacere umano, poi le tue mani a percorrermi invisibili, a rendermi completa nei miei filamenti di scopa recisa, nelle mie voglie cilindriche, nelle mie confuse dichiarazioni a conchiglia.
Succhiami nel liquido spirito che contengo, fuoriesco dalla cornice che tenta di intrappolarmi quasi fossi groviglio a cannuccia pronto per le tue labbra, la mia lingua è lingua nuova che ti incita ad aderire alla materia che sono, per godermi nel mio di-venire, adesso e completamente.
Sprofonda totalmente dentro la meravigliosa fragilità che conservo al di là delle mie apparenze angolari, pungenti, nodose, osa realizzarmi carne sopra di te.
In questa mia arte, sdraiati o appesi in parete, faremo del nostro incontro una sensuale ricerca per abbandonarci ad ogni pulsione primaria e appagarci di un contatto inevitabile e sensibile.


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